La donna e il caffè

La donna e il caffè

Oggi 8 marzo, festa della donna, dedichiamo questa pagina alla relazione tra la donna e il caffè.   La caffeina può alterare in meglio la chimica del cervello delle donne. Ancora non ne hanno ben chiare le cause, ma i ricercatori della Harvard Medical School mostrano in una loro ricerca come il caffé svolga un ruolo attivo nella prevenzione della depressione. Lo studio ha coinvolto oltre 50.000 infermiere statunitensi. Un team della Harvard Medical School ha monitorato la salute delle donne nell’arco di più di un decennio (1996-2006) e ha utilizzato dei questionari per registrare il loro consumo di caffè.
Tra loro, in questo periodo, circa 2.600 hanno sviluppato la depressione. Le stesse che sono risultate essere non bevitrici, o comunque scarse consumatrici di caffé rispetto alla media. Rispetto a chi ha bevuto una tazza di caffè con caffeina (non decaffeinato) a settimana, le volontarie che ne hanno consumate 2-3 tazze al giorno hanno riscontrato un 15 per cento di diminuzione del rischio di sviluppare la depressione. Coloro che hanno bevuto quattro o più tazze al giorno hanno abbassato il rischio addirittura del 20 per cento. Nonostante gli sforzi per mostrare quanto sia pericoloso il caffè, le cose stanno andando diversamente. Questa ricerca elimina l’ennesima ansia riguardo all’uso di caffeina. Bevuto con moderazione, esso fa bene all’umore specie in quei giorni un po particolari per le donne.

Caffè e gravidanza.

Ottime notizie anche per le donne in attesa: il caffè non fa male al feto, e dunque può essere bevuto anche in gravidanza. A patto però di non esagerare. A restituire il piacere della tazzina di caffè, anche per le future mamme, per le quali essa rappresenta un rito, è uno studio danese che ha appunto dimostrato che il caffè assunto in gravidanza in moderate quantità non nuoce alla salute del feto.
La ricerca, pubblicata sul British Medical Journal, è stata condotta presso l’Università di Aarhus ed ha coinvolto 1.207 donne in dolce attesa (prima della 20^ settimana di gestazione) e in buone condizioni di salute all’inizio dello studio: a metà delle volontarie, che erano state classificate in base al consumo abituale di caffeina (coloro che bevevano abitualmente tre o più tazze di caffè al giorno erano considerate “ad alto consumo di caffeina”) è stato dato del caffè decaffeinato. All’altra metà è stato somministrato del caffè normale; a tutte le partecipanti infine è stato chiesto di riferire se eventualmente assumessero altri alimenti o bevande che potessero contenere caffeina (tè o cola). I ricercatori danesi hanno, infine, calcolato la durata della gravidanza, il peso del neonato alla nascita, precedenti gravidanze e fumo delle mamme.
Dai risultati non è emersa alcuna significativa differenza tra i figli di donne che avevano assunto caffè decaffeinato e quelli di donne che avevano bevuto caffè normale. Tra le donne che avevano bevuto il caffè con caffeina, il 4,2% era nato prematuramente e il 4,5% pesava sotto la norma; nel gruppo di consumatrici di decaffeinato si sono registrati il 5,2% di bambini prematuri e un 4,7% di sottopeso. Dati praticamente simili: non sono stati evidenziati alcun effetti nemmeno nelle donne che avevano abbandonato il caffè durante l’ultimo periodo di gravidanza.

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